Nella sua lunga esistenza Alessandro Manzoni ha vissuto in molte case, ma l’unica che possa essere considerata veramente sua è quella di via Morone 1
Dopo il matrimonio con Enrichetta Blondel, e la nascita di Giulietta, nel 1810 la famiglia Manzoni trova una provvisoria sistemazione in via San Vito al Carobbio n.3883, e poi nel palazzo Beccaria di via Brera: qui, dove era nata Giulia, il 21 luglio 1813 nacque il secondogenito Pietro.
Con il desiderio di una dimora stabile in Milano,e di una famiglia numerosa, Alessandro decise di acquistare un palazzo in contrada del Morone all’angolo con piazza Belgioioso. Il palazzo, di proprietà di don Alberico de Felber, fu acquistato il 2 ottobre 1813 al prezzo di L. 107.000.
Tra le ragioni vincenti per la scelta della casa De Felber vi era la sua collocazione al centro della città, una centralità che permetteva di unire le esigenze dello studioso alle istanze affettive.
Vennero eseguiti molti lavori negli anni, la casa prendeva forma per le esigenze di una famiglia di 12 membri con la rispettiva servitù.
Manzoni, in questo palazzo ricco di stanze, ne ebbe riservata una che guardava sul giardino, per meditare, scrivere, ricevere i suoi ospiti illustri e amici intimi.
Con la morte di Enrichetta nel 1833 e quella prematura di Giulietta, a soli 26 anni, Manzoni entra in un periodo cupo, buio dal quale fatica ad uscire e la sua mente diventa inoperosa.
Solo dopo il matrimonio con Teresa Borri Stampa, nel 1837, torna un po’ di felicità che purtroppo non durò molto a causa della morte delle loro gemelle. Una nacque morta, l’altra la seguì dopo poche ore.
Solo due dei suoi figli li sopravvissero, e in quel luogo dove Manzoni amava incontrare le persone, ormai attendeva solo la morte che arrivò il 22 maggio del 1873.
La casa venne messa in vendita dagli eredi e fu acquistata dal conte Bernardo Arnaboldi Gazzaniga, il quale, rispettoso delle memorie manzoniane, permise la visita allo studio e alla camera da letto nell’anniversario dell’«Illustre Defunto».
Nel 1919 la casa passò ad Attilio Villa e nel 1922 ai fratelli Dubini.
Nel 1937 divenne proprietà della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che la donò al Comune di Milano purché fosse destinata in uso perpetuo ed esclusivo al Centro Nazionale Studi Manzoniani.
Il 20 marzo 1941 il palazzo venne passato dal Centro, in proprietà al Comune di Milano. Il Centro trovò però la casa in parte alterata dalle successive proprietà, che avevano modificato la distribuzione e la destinazione dei locali.
Sotto la guida dell’allora conservatore Marino Parenti vennero avviati i lavori di ripristino per riportare la casa nelle condizioni in cui si trovava alla morte di Manzoni.
I lavori di restauro vennero interrotti a causa della Seconda guerra Mondiale; furono ripresi e completati negli anni ’60 ed il 15 dicembre 1965, venne inaugurato il Museo Manzoniano.
Cinquant’anni dopo una nuova opera di ristrutturazione è stata completata grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, con l’intenzione non solo di offrire ai visitatori un percorso espositivo più ampio, ma anche di rendere Casa Manzoni un ancor più vivace polo culturale aperto agli studiosi e all’intera cittadinanza.