Un saluto alla Galleria Milano

La Galleria Milano di via Francesco Turati cambierà sede, ma vogliamo raccontarvi la sua storia essendo stata una parte integrante e affermata del Distretto di Brera.

Galleria Milano nasce nel 1928 per volontà del critico d’Arte e editore Enrico Somarè.
Venne chiusa, dopo solo 10 anni di vita, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, ma già in quegli anni affermò la sua importanza culturale e mondana grazie alle esposizioni di artisti cruciali come Casorati, Wildt, Eleonor Fini, Sironi, Tosi, Tozzi, Manzù, Carrà.

A questa prima chiusura susseguirono diversi anni di fermo dell’attività che venne riaperta nel 1964 dai figli di Enrico Somarè, Guido e Sandro, entrambi pittori, insieme a Aldo Bergolli, Mario Rossello e Gianni Dova.
In questa nuova apertura la Galleria Milano aveva sede in via della Spiga. Nel 1973 l’attività venne nell’attuale (ancora per poco) sede di via Turati.

Nel 1965 subentra nella direzione Carla Pellegrini Rocca, rimasta titolare fino al 2019, quando alla sua morte è subentrato il figlio Nicola Pellegrini che dirige la galleria con la collaborazione di Bianca Trevisan e Toni Merola recentemente scomparso lasciando un incolmabile vuoto.

Galleria Milano è importante per la città di Milano in quanto si fa portavoce di mostre  di artisti e movimenti dell’avanguardia storica e contemporanea internazionale. Dato il carattere specificamente propositivo della Galleria, un’attenzione particolare è rivolta agli aspetti dell’arte moderna e contemporanea meno noti al pubblico italiano.
Si deve tanto alla Galleria per aver portato alla luce e per aver fatto conoscere tutti questi artisti e movimenti poco conosciuti.

Di seguito riportiamo alcune delle più importanti mostre di Galleria Milano. Fonte: https://www.galleriamilano.com/

Nella primavera del 1966 viene presentata London Under Forty (Allen Jones, Bridget Riley, Joe Tilson…), la prima collettiva in Italia sulla Pop Art inglese e Nuove ricerche visive in Italia. Nel 1969 due mostre che fecero scandalo: una personale di Allen Jones e Irritarte (Otto Muehl, Kudo ecc.) a cura di Lea Vergine, mostra rivoluzionaria e irriverente «per una analisi delle comunicazioni irritanti». Nel 1971 e nel 1972 due mostre su Il mondo della Non-Oggettività, con riferimento ai vari aspetti dell’Astrazione dal 1924 al 1955. Nel 1974 Mitologie Individuali presentava un gruppo di giovani artisti tedeschi, come Baselitz, Polke, Palermo, Penk, Beuys, Darbhoven ecc. che divennero in seguito tra i protagonisti dell’arte contemporanea. Sempre nel 1974 una personale dell’allora poco noto Edward Ruscha, una collettiva di artisti della West Coast (Graham, Al Bengston, Price, Moses, Ruscha, Goode) e un allestimento di Fred Sandback. Nel 1976 il movimento Dada in collaborazione con Arturo Schwarz. Nel 1980 Fontana e l’Architettura. Nel 1984 Shiraga e il Gruppo Gutai. Nel 1995 Pino Pascali: L’arte e il gioco nella pubblicità e Il Realismo Sociale nella Germania degli Anni 20. Nel 1996 La fotografia fra le due Guerre, nel 1998 Ballet Russe e nel 2001 La geografia degli artisti. Nel 2002 la prima mostra in Italia di Alexander Brodsky. Nel 2009 Sette inglesi a Milano (Stephen Buckley, Bernard Cohen, Harold Cohen, Barry Flanagan, John Hoyland, Richard Smith, William Tucker). Nel 2014 la prima personale in Italia di Carl Grossberg, esponente della Nuova Oggettività. Nel 2015 vengono presentati per la prima volta in Italia i disegni del celebre musicista jazz Gerry Mulligan.

Non sono mancate mostre dettate da una chiaro impegno politico, come Croce Nera Anarchica nel 1972, i cui proventi furono destinati alla famiglia di Pino Pinelli e Falce e martello di Enzo Mari nel 1973, mentre Riflessioni sugli effetti della guerra (2003) era volta a suscitare domande sulle ripercussioni sociali dei conflitti bellici.

Il lavoro di ricerca è rivolto anche alle mostre a tema che invitano il visitatore ad una lettura più attenta sul modo di fare arte. Tra queste, realizzate nel corso degli anni, vanno citate Opera ricerca e documento, Il contesto Dannunziano, Decostruzione del Quotidiano e L’avanguardia in Ungheria, 1919-1924, Tuttolibri di Lea Vergine, Chi ha ancora paura del caso? sulla casualità nell’arte, a cura di Elio Grazioli.

Vengono trattate ed esposte regolarmente opere di artisti storicizzati, tra cui: Vincenzo Agnetti, Carlo Alfano, Arakawa, Gianfranco Baruchello, William Beckley, Antonio Calderara, Alik Cavaliere, Ketty La Rocca, Enzo Mari, Davide Mosconi, Magdalo Mussio, Gastone Novelli, Pino Pascali, Tancredi, Kazuo Shiraga, Nanni Valentini, Grazia Varisco, Luigi Veronesi, Franco Vimercati.

Inoltre la galleria si è occupata, nel corso degli anni, della promozione del lavoro di artisti affermati delle nuove generazioni, come i fotografi Pierluigi Fresia e Marco Vaglieri ed esponenti del Neoconcettuale italiano come Manuela Cirino, Luca Quartana e Luca Vitone.

La maggior parte delle mostre sono corredate da cataloghi editi dalla galleria e, negli anni Settanta, dalle Edizioni O, progetto editoriale di Baldo Pellegrini.

La Galleria Milano possiede un vasto archivio in costante aggiornamento, che documenta gli oltre cinquant’anni di attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea e moderna nazionale e internazionale.

Grazie Galleria Milano e a presto!

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