Atlas Concorde: un luogo d’incontro per la progettazione internazionale

Il nuovo showroom di Atlas Concorde, curato dallo studio Lissoni & Partners, è pensato come spazio aperto e si caratterizza per essere un luogo di incontro con il mondo della progettazione internazionale: architetti, designer e general contractors potranno conoscere le potenzialità delle collezioni dell’azienda e avere il supporto e la consulenza per trovare le soluzioni più opportune ai loro progetti. Di questo e di altro legato al tema dell’abitare abbiamo parlato con Yuri Beghi, Direttore Marketing di Atlas concorde.

Quali sono le attività che avete all’attivo e in programma per questo 2021 ?

Le attività che ci proponiamo di portare al mercato nel 2021 sono coerenti con lo spirito e la filosofia aziendale. Principalmente parliamo di investimenti in tecnologie produttive, efficientamento dei servizi verso il mercato, nuovi prodotti e comunicazione (con grande enfasi sul digitale).
Penso però che il 2021 sia un anno “sui generis” e lo si debba investire di un duplice significato. Mi piace ragionare coi termini della ripartenza, dell’essere ai blocchi di partenza, ma anche con quelli della stabilità e continuità; quella stessa continuità che nel 2020 non ci ha fatto smettere di investire, ragionare sui processi ed i prodotti in termini di miglioramento. Il nuovo spazio espositivo in Brera, terminato appunto nel 2020, è un esempio chiaro di questo approccio; è un punto esclamativo, una presa di posizione forte dell’azienda nella difficoltà del periodo, verso il proprio futuro.
In quest’ottica, nel 2021 l’azienda si impegnerà nel perseguire la propria strategia di sviluppo. I temi principali sono quindi il dialogo e la collaborazione con il mondo del design, nuove superfici ceramiche e formati, oltre a progetti innovativi rivolti al mondo dell’arredo.

In ambito architettonico e sociale il tema dell’abitare è da sempre al centro del dibattito. In un momento storico così particolare come quello che stiamo vivendo, ricco di cambiamenti che avvengono rapidamente, secondo lei/voi quali sono i più importanti a cui stiamo assistendo?

Personalmente credo si sia letto “un po’ di tutto” nel corso soprattutto degli ultimi dodici mesi, ma se dovessi sottolineare un aspetto che ritengo importante, direi le abitudini legate agli ambienti quotidiani.
Il concetto di abitare in senso ampio inerisce all’essere parte integrante di un luogo, allo svolgere azioni pratiche, allo sviluppare abitudini ed al creare interazioni con lo spazio circostante, l’ambiente e la società. Se questo è vero, allora è oggettivamente innegabile che certi spazi del vivere abbiamo scoperto nuove dimensioni e significati frutto di nuove consuetudini pratiche (basti pensare allo studio o il giardino).
Parallelamente a questo cambio di paradigma, mi piace però riflettere anche sulla sfera intima e personale che questo approccio inevitabilmente tocca. Il cambio delle abitudini porta a reagire, a riportarsi in una nuova zona di comfort, a ricrearsi un luogo personale in cui non si accettano turbamenti. Ecco allora, che queste nuove abitudini hanno portato a ripensare l’abitare rafforzando concetti di confidenzialità, riservatezza, tranquillità, e probabilmente “protezione”. Non credo sia un caso che si stia assistendo alla popolarità di colori “calmi”, tonalità pastello/polvere e neutre, materiali naturali, con forte attenzione alla biocompatibilità, usati in ambienti senza eccessi, molto pratici e funzionali in cui si nota l’assenza di elementi aggressivi ed irruenti. Insomma, contesti in cui il riposo, il pensiero, la tranquillità offrono riparo a chi vi abita.

Nel nuovissimo spazio, curato e progettato dallo studio Lissoni&Partners, dichiarate che le aree sono state pensate per incontri tra professionisti del mondo della progettazione. In che modo lo spazio accoglie questo target e ne soddisfa le esigenze? Come è stata valutata la filosofia del luogo e il concetto di abitare le relazioni nel contesto odierno? 

Abbiamo pensato a questo spazio come luogo di incontro e di accoglienza, uno angolo di Brera in cui i professionisti possano sentirsi liberi di parlare il loro linguaggio circondati dai nostri materiali e dalle relative ispirazioni.
Lo spazio di Brera, con la sua matrice storica, diventa quindi contenitore per le superfici Atlas Concorde, concepite come pezzi d’arte in una galleria. I materiali sono disposti su piani verticali sospesi nello spazio ed enfatizzati da una luce studiata per donare rilievo alle texture ad alle cromie delle superfici.
Grandi tavoli di lavoro, diventano l’opportunità per i professionisti di combinare tra loro i pezzi dell’ampia gamma Atlas Concorde, costruendo infinite possibilità materiche e cromatiche. In quanto al tema del contesto, la dinamicità dello spazio consente relazioni libere e fluide, intorno al prodotto e non mancano luoghi più raccolti o l’area outdoor che, all’occorrenza, diventa area leisure o per riunioni informali.

Quanto conta per voi la presenza fisica in showroom per migliorare l’esperienza del cliente? In parallelo, quanto è importante il presidio online per il racconto dell’identità aziendale?

Parliamo di due necessità differenti. Da un lato il primo contatto con l’azienda avviene molto più facilmente e frequentemente online, ed è proprio online che si può soddisfare un primo legame, una suggestione iniziale ed una preventiva sessione informativa. D’altro canto, quando sorge il bisogno di approfondire, di confrontarsi con i materiali, le strutture, i colori e i formati, a quel punto è necessaria la presenza fisica. Forse un po’ romanticamente, siamo convinti che non si possa prescindere del sentire e percepire fisicamente il materiale. La presenza in sala mostra diventa quindi sostanziale per poter accogliere i professionisti ed i clienti, che hanno necessità di meglio capire l’azienda, ricevere suggerimenti ed appunto, entrare in contatto diretto con i materiali. 

A proposito di presenza fisica, quanto è importante per voi essere presenti all’interno di un contesto storico come quello di Brera? Qual è il valore aggiunto?

Brera è un simbolo di Milano, un affascinante quartiere conosciuto per il proprio significato artistico e culturale, un fulcro per la comunità milanese (e non solo) legata al mondo del design, del prestigio e dell’esclusività.
Per noi la presenza in questo contesto è diretta conseguenza della nostra strategia, del voler parlare il linguaggio dei professionisti e progettisti, nonché della forte volontà di essere un partner affidabile e di pregio per designer e progettisti locali, e non.
Se da un lato pensiamo che essere a Brera ci possa dare un grande vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza, d’altra parte pensiamo anche di poter portare i nostri valori aziendali di affidabilità, servizio e cultura del prodotto alla comunità milanese del design.

Yuri Beghi
—  Marketing Director

In azienda da oltre 15 anni, ha ricoperto varie posizioni manageriali, dalle Operations alle Vendite. Negli ultimi 6 anni ha vissuto un’esperienza internazionale come Direttore Generale della filiale americana di Atlas Concorde. Nel 2021 rientra in Italia nel ruolo di Direttore Marketing della casa madre ed é responsabile anche del flagship store di Milano, inaugurato nel corso del 2020.

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