Oggi utilizzata anche per eventi, ma qual è la sua storia?
Attraversando il Chiostro della Chiesa del Carmine si incontra la Sacrestia Artistica, costruita nel 1480, probabilmente su progetto dell’architetto Pietro Antonio Solari.
La sacrestia ha pianta rettangolare e presenta un lato doppio dell’altro. Il soffitto è a volta ribassata e lunettata con ai quattro spigoli una singolare soluzione ad ombrello. In origine il vano era illuminato da otto finestre simmetriche (quattro per parte sui lati lunghi). Una di esse è stata chiusa per collocare una tela raffigurante Sant’Andrea Corsini, santo dell’Ordine carmelitano.
L’attuale pavimento della sacrestia con motivo a riquadri è in massello di legno, ma il pavimento originario era in elementi di cotto. Dopo il 1692, l’attuale pavimento venne sovrapposto al pavimento più antico.
L’attuale arredamento della sacrestia in legno di noce nero è stato realizzato tra il 1692 e il 1700 su disegno dell’architetto milanese Gerolamo Quadrio. L’esecuzione dei lavori si deve alla bottega dell’intagliatore valtellinese Giovanni Quadrio, già operante a Milano e quasi senz’altro imparentato col più noto Gerolamo.
L’armadiatura, che riveste completamente le pareti fino ad un’altezza di m. 4,90 costituisce una splendida opera in stile barocco, a tratti quasi barocchetto.
I mobili destinati a contenere le suppellettili liturgiche si articolano nelle due pareti laterali secondo la medesima tipologia: al centro due grandi armadi a tutta altezza, molto profondi e con le porte decorate nella parte superiore da bassorilievi (otto formelle finemente intagliate) si alternano a banconi con soprastante alzata a due ante; in corrispondenza dei quattro angoli, l’arredo ligneo segue l’andamento a 45° della lunetta della volta e presenta quattro porte a vetri con un solo battente: tre danno accesso ad armadi a muro e una, sul fianco destro dell’altare, porta ad un locale di disimpegno della sacrestia.
Sopra gli armadi sono posti busti lignei di presuli e di principi, mentre agli angoli sono collocati quattro medaglioni femminili sostenuti da putti.
Lo sguardo d’insieme ci trasmette l’effetto di uno spazio barocco suggestivo e fantastico: gli intagliatori della bottega di Giovanni Quadrio, ispirati dalla genialità e fantasia dell’architetto Gerolamo Quadrio, ci hanno lasciato un ambiente quasi surreale in cui gli aspetti architettonici, scultorei e prospettici si fondono magistralmente secondo i canoni dell’arte globale” barocca.
Fonte: Chiesa del Carmine