La storia della Galleria Il Milione

Nel 1930 Pier Maria Bardi si trasferisce a Roma e lascia in eredità a Peppino Ghiringhelli la Galleria di fronte alla Pinacoteca di Brera. Nel novembre dello stesso anno Peppino Ghiringhelli fonda il Milione. Il Milione è galleria d’arte, casa editrice, libreria. Per i primi mesi, direttore è Edoardo Persico e, dopo le sue dimissioni, Peppino e suo fratello, il pittore Virginio (Gino), assumono la direzione del Milione: Peppino si occupa soprattutto delle edizioni mentre Gino è l’anima della galleria. Il terzo fratello Livio è l’amministratore.

Nelle sale del Milione si possono consultare riviste d’arte di tutta Europa, ascoltare registrazioni di musica contemporanea, seguire conferenze di letteratura, filosofia, architettura, visitare mostre d’architettura, di mobili, di scenografie, di figurini di moda, d’arte grafica e tipografica.

E soprattutto, si vede per la prima volta in Italia la grande arte contemporanea europea: cubista (Léger), astratta (Kandinskij, Albers), fauve o della scuola di Parigi.

Ben presto si forma attorno al Milione un gruppo di giovani artisti e intellettuali con l’ambizione di colmare il ritardo che l’arte italiana ha accumulato rispetto alle avanguardie europee. Dalle loro riflessioni nasce l’astrattismo italiano, la cui mostra inaugurale è quella di Bogliardi, Ghiringhelli, Reggiani al Milione nel novembre 1934. Altri artisti del gruppo sono Fontana, Licini, Melotti, Munari, Radice, Soldati, Veronesi.

Nel 1943 il palazzo del Milione è distrutto da una bomba incendiaria: vanno perduti opere, libri, documenti. Nel dopoguerra, il Milione riapre in via Manzoni, si sposta in via S. Andrea e poi in via Bigli. Nel 1949 Gino Ghiringhelli propone un’importante esposizione di Picasso a cui segue la memorabile mostra di Wols. Da questa data il Milione ridiventa una galleria d’avanguardia, com’era stata negli anni 30, presentando artisti giovani e giovanissimi e sostenendo la nuova arte astratta detta “informale”. Espone tra gli altri Morlotti, Milani, Matta, pittori stranieri come Klein e Chagall. Negli anni Cinquanta espongono Romiti e Vacchi, Ajmone e Chighine, Ruggeri e il giovanissimo Guttuso che tiene la sua prima personale.

Oltre ai “vecchi scultori” come Martini, Fontana, Marini e Manzù altri si succedono come Mirko, Minguzzi, Negri, Milani, Fabbri. Quanto agli stranieri ricordiamo la mostra di Rufino Tamayo e Baumeister.

Prosegue l’attività delle Edizioni del Milione: alcune delle pubblicazioni più importanti sono il primo catalogo dell’opera di Modigliani, curato da Ambrogio Ceroni, Giorgio Morandi di Francesco Arcangeli e la monografia su Morandi, con testo di Lamberto Vitali.

Nel 1964, alla morte di Gino Ghiringhelli, l’attività della Galleria continuò con mostre storiche. Per citarne alcune: Milani, Feininger, Chighine, Fasce, il giovane Olivieri e Folon.

Nel 1964, due mesi dopo l’amico Morandi, muore Gino Ghiringhelli; l’ attività della Galleria continuò con mostre storiche. Per citarne alcune: Milani, Feininger, Chighine, Fasce, il giovane Olivieri e Folon.

Nel 1973 Peppino Ghiringhelli si ritira dal Milione.

Negli anni 70 vengono organizzate le prime mostre della Pittura Analitica con Griffa, Olivieri, Pinelli e Verna. Sono anche gli anni delle mostre di Dorazio e Turcato alle quali seguiranno negli anni ’80 le mostre di San Filippo, Carla Accardi, Salvo e Stefanoni.

Fonte: https://galleriailmilione.it/

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