Il Teatro Fossati

Passeggiando per Corso Garibaldi è inevitabile notare l’edificio del Teatro Fossati. Ma qual è la sua storia?

Carlo Fossati aveva un ottimo fiuto per gli affari e si aggiudicò, per una cifra modesta, parte dell’ex convento sconsacrato di Santa Maria degli Angeli.
Nel 1859 venne così fondato e costruito il Teatro Fossati su progetto dell’architetto Fermo Zuccari, che come teatro all’aperto vide la sua prima il 25 aprile del 1859, quando ancora aveva l’ingresso su Corso Garibaldi (non a caso su questa facciata sono presenti due statue realizzate da Andrea boni, raffiguranti Anita e Garibaldi).
Infatti il teatro era, ed è tutt’oggi, dotato di due facciate, una su via Rivoli (attuale ingresso) e una su Corso Garibaldi.

Nacque come teatro diurno ed in pochissimo tempo divenne uno dei teatri più attivi di Milano di fine ‘800, venne soprannominato dai milanesi “la vigna d’or” proprio perchè portava molti incassi all’imprenditore Fossati.
Fu addirittura, nel 1881, il primo teatro a sperimentare la luce elettrica.
La programmazione alternava spettacoli in dialetto milanese con un repertorio drammatico.
Uno degli attori più noti ad esibirsi in dialetto cittadino fu Edoardo Ferravilla.
Il teatro accolse inoltre spettatori di grande rilievo tra i quali Franz Kafka nel 1912.

Le ultime locandine del Teatro Fossati risalgono al 1925, negli anni successivi fu adibito a cinema e poi chiuso e lasciato al degrado.

Nel 1979 fu recuperato da Giorgio Strehler che lo inserì nel complesso che noi oggi conosciamo come “Piccolo Teatro”.
Il restauro a cura di Marco Zanuso durò 4 anni e nel 1986 venne restituito alla città di Milano come Teatro Studio.
Svuotato all’interno (ad eccezione di qualche seduta) è diventato un laboratorio per la recitazione dedicato all’attrice Mariangela Melato scomparsa nel 2013.

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