Un artista di Brera
Nato nel 1859 in Brianza da una famiglia molto umile, fin dalla tenera età si trovò a dover lavorare.
Dopo una breve esperienza presso la bottega milanese del pittore di cartelloni stradali Faustino Colombo, con i suoi risparmi riuscì a pagarsi gli studi all’Accademia di Brera dove frequentò i corsi di nudo e di anatomia, allievo di Giuseppe Bertini e compagno di studi di Giovanni Segantini, Giovanni Sottocornola ed Ernesto Bazzaro.
Inizialmente, dopo il suo esordio nel 1880, non ebbe molto successo e fu costretto a lavorare come imbianchino e tappezziere.
Solo due anni dopo grazie all’amico Segantini riprese a far parte degli artisti di Brera e conobbe importanti galleristi iniziando anche a frequentare i membri della Scapigliatura.
Iniziò ad avvicinarsi anche al socialismo e a frequentare il salotto letterario di Ersilia Bronzini, moglie di Luigi Majno, “l’avvocato dei poveri”.
A questo periodo risalgono le sue opere di maggiore contenuto di denuncia sociale come la “Piscinina”.
Un artista rivoluzionario, dedicato al popolo, che si guadagnò nella vita anche il titolo di pericoloso agitatore sociale.
Non sempre fu visto di buon occhio dagli artisti milanesi a causa dei suoi ideali e delle sue forti posizioni, fu anche allontanato per una decina di anni dagli artisti di Brera continuando però ad esporre alla Permanente.
Oggi è sepolto al Cimitero Monumentale di Milano.