Un paradosso nel centro della città, dove un deserto di sabbia diventa il palcoscenico per un’apparizione surreale: il maestoso divano modulare di Christine Kalia, che sembra un miraggio
Il duo creativo Barbieri Magalini incontra l’architetta e furniture designer cipriota Christine Kalia. Il risultato è l’installazione “Specular Oasis” (SPAZIO MM, via Maroncelli 3): un deserto di sabbia dal quale emerge un divano modulare metallico, disegnato da Christine Kalia, che sembra fluttuare e trasformarsi sotto gli occhi del visitatore. Intervista a Barbieri Magalini e Christine Kalia
Come nasce l’idea di “Specular Oasis”?
Volevamo creare un’esperienza immersiva che sfidasse la percezione del reale, riflettendo sulla convivialità. Abbiamo portato un elemento inatteso nel cuore della città per evocare un senso di meraviglia. Da qui la scelta di ricreare un deserto di sabbia come palcoscenico, dal quale far emergere un divano modulare metallico, come se fosse un miraggio.
Quale ruolo ha il design nel progetto?
Il divano non è solo un oggetto d’arredo, ma il cuore pulsante dell’installazione. Il suo aspetto, apparentemente gonfiabile e modulare, unito alla texture e ai riflessi cangianti, lo rende quasi un essere vivente, capace di trasformarsi a seconda della luce e della prospettiva dell’osservatore. È pensato per essere vissuto, toccato, sperimentato. Non è solo una seduta, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.
Cosa volete trasmettere ai visitatori?
L’installazione è un invito a rallentare e immergersi in una dimensione in cui il tempo e lo spazio sono sospesi. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla concretezza, abbiamo voluto creare un’oasi di riflessione e meraviglia. Ogni visitatore lascia un’impronta effimera sulla sabbia, mentre le superfici a specchio moltiplicano i movimenti e confondono i confini tra reale e immaginario.