Per la Milano Design Week 2026, Florim presenta un progetto che celebra la propria presenza nell’area tra Foro Buonaparte e Piazza Castello, nel cuore storico di Milano
Un racconto in cui la gentilezza della città, intesa come equilibrio, misura e continuità urbana, si trasforma in un linguaggio di design. La superficie diventa così strumento espressivo, capace di raccontare l’architettura della città come metafora della filosofia Florim.
Il progetto prende forma innanzitutto nello stand a Rho Fiera Milano, concepito come il primo e principale capitolo del racconto. Lo spazio si sviluppa come un’architettura introversa, ispirata alla bellezza più riservata di Milano, quella che non si mostra immediatamente ma richiede di essere attraversata. Come in una passeggiata tra vie e soglie storiche, il visitatore scopre una raffinatezza morbida e misurata, costruita attraverso materia, luce e proporzioni.

In questo contesto, le superfici Florim non sono esposte come oggetti, ma diventano parte di un’esperienza spaziale. La materia assume un ruolo narrativo, capace di superare la dimensione puramente tecnica e qualitativa, ormai consolidata, per raccontare un contenuto culturale legato all’abitare contemporaneo.
Il progetto prosegue nell’allestimento showroom in Foro Buonaparte, nel cuore storico di Milano, in dialogo diretto con Piazza Castello. Qui il progetto si apre alla città attraverso un segno misurato e continuo, che interpreta la morfologia urbana come gesto di accoglienza e invita al contatto con le superfici. Lo showroom diventa così uno spazio di relazione e di sosta, capace di instaurare un dialogo diretto con il tessuto urbano.

Per realizzare questo racconto culturale, Florim ha scelto di affidarsi a due studi noti del design internazionale, Nicola Gallizia e Matteo Thun, chiamati a interpretare la superficie come linguaggio architettonico capace di parlare di città, memoria e contemporaneità.