Un’esperienza di passaggio ispirata alla soglia dell’alba, dove il processo creativo si svela attraverso il suono, la luce e l’azione collettiva nella Sala dei Pilastri, al Castello Sforzesco
L’alba è la soglia dove il mondo non è più immerso nella notte e non è ancora chiaro come il giorno: una sospensione dove prendono forma le intuizioni. Ispirandosi a questa immagine di Italo Calvino, Stark torna al Castello Sforzesco con ALBORI, un’installazione che interpreta e mette in scena il processo creativo come un vero e proprio attraversamento fisico e sensoriale.
Nella Sala dei Pilastri, il pubblico è invitato a vivere una dinamica articolata in tre momenti: l’ascolto, ovvero un paesaggio sonoro immersivo che invita alla percezione del contesto; l’intuizione, momento catartico e nucleo centrale, dove lo spazio si condensa in un punto, in cui emerge il momento vivace e generativo dell’idea; infine, la composizione, dove su un grande tavolo collaborativo materiali fisici e scenografie digitali dialogano, trasformando il pensiero e l’azione collettiva in forma tangibile.


Sotto la direzione artistica di Alice Buroni e Alex Buroni, in collaborazione con Gloria Lisi e Fabrizio Esposito e con le musiche di Paolo Bragaglia, Albori racconta come un’idea non nasca dal nulla e non si concretizzi in solitudine, traducendo questa coralità in un percorso da un ambiente indistinto percepito singolarmente, verso un’organizzazione graduale a più mani.
Albori è un viaggio in cui si vedono le idee schiarirsi nel buio.
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