Arpa® e Broadview Materials presentano ArchiThoughts-ArchiTouch

ArchiThoughts-ArchiTouch è il terzo episodio del progetto espositivo curato da Federica Sala, ospitato negli spazi di FENIX Scenario, che coinvolge sei studi di architettura internazionali

Arpa® – insieme ai brand di Broadview Materials FENIX®, Formica®, Homapal® e Getacore® – presenta ArchiThoughts-ArchiTouch, terzo episodio del progetto espositivo curato da Federica Sala e ospitato negli spazi di FENIX Scenario, in Foro Buonaparte 66. L’installazione coinvolge sei studi di architettura internazionali – Marion Mailaender, Parasite 2.0, RedDuo Studio, STORAGEMILANO, Studio GGSV e ZIMMER – in un allestimento firmato dallo studio di architettura (AB)NORMAL.

ArchiThoughts-ArchiTouch si inserisce in un percorso di ricerca avviato nel 2024 da Musa insieme a Federica Sala, che ha coinvolto i brand di Broadview Materials nell’indagine sul ruolo delle superfici e dei materiali all’interno del panorama contemporaneo dell’interior design, grazie alla collaborazione con progettisti italiani e internazionali, diversi ogni anno. 

L’installazione rappresenta un momento significativo nel percorso di Arpa®, un brand che fin dalla sua origine si è specializzato nella creazione di superfici in laminato ad alta pressione completamente Made in Italy, distinguendosi per la qualità progettuale e per l’attenzione alla profondità e alla raffinatezza delle finiture. Nel tempo, Arpa® ha sviluppato una cultura del materiale capace di coniugare ricerca estetica, innovazione tecnica e sensibilità progettuale, offrendo superfici pensate per interpretare in modo contemporaneo gli spazi dell’architettura e dell’interior design.

Ad anticipare la mostra il progetto Open Volume, disegnato dallo studio creativo di interior design RedDuo Studio, fondato da Fabiola di Virgilio e Andrea Rosso a Milano e il progetto Lauze, firmato da ZIMMER, studio di architettura fondato a Milano nel 2019 da Federico Panella.

Open Volume si presenta come un oggetto che unisce suono, materia e convivialità in una presenza scultorea compatta e trasformabile. Da chiuso, appare come un monolite, compatto e preciso, definito da proporzioni rigorose. Con un gesto, la struttura si apre: le ante si trasformano in pannelli speaker e il volume diventa ritmo, mentre un vano bar nascosto invita alla condivisione e alla conversazione.

Lauze è una struttura luminosa verticale che riprende il tema delle microarchitetture interpretando la logica costruttiva della posa in pietra. Ogni elemento viene accostato insieme agli altri generando lievi scarti, minime variazioni e micro-disallineamenti secondo il principio dell’affiancamento manuale. Queste imperfezioni ed errori diventano un sistema misurato dando vita a un ritmo visivo profondo e a un volume stratificato.

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