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Daniele Lago

Designer

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Bio

Daniele Lago, classe 1972, è CEO & Head of Design di LAGO. Ultimo di dieci fratelli, dopo una carriera pallavolistica, all’inizio degli anni 2000 inizia l’inserimento in azienda. Una predisposizione innata alla ricerca, all’innovazione, al cambiamento, lo portano a intendere il design come uno strumento per generare significati, non fermandosi alla semplice produzione di pezzi di arredamento.

Interview

“Per capire al meglio Brera Design District dobbiamo fare un passo indietro e considerare in generale il fenomeno del Fuorisalone, partendo dai primi accenni di informalità degli anni Settanta nello showroom di Cassina, passando attraverso ai primi anni Ottanta con la Milano da bere per poi arrivare al vero boost dato da zona Tortona negli anni Novanta, influenzato dal credo di Cappellini e dalla creazione della guida di Interni. Tutto il resto è conseguenza logica di una vivacità nata simultaneamente al Salone del Mobile che ha acceso tanti quartieri di Milano. Nel corso degli ultimi anni, Brera per me è diventato certamente il quartiere più rilevante perché riesce a proporre un buon mix di ricerca unita alla giusta valorizzazione dei brand più importanti che ruotano intorno al design. A questo si aggiungono le numerose attività che animano tutto l’anno le location del Fuorisalone, consentendo una maggiore qualità complessiva dell’evento. Negli altri quartieri milanesi ho notato, invece, alcune difficoltà a mantenere alta la qualità dell’offerta per il visitatore che è diventata in alcuni casi un po’ troppo festaiola”.

L’empatia è un aspetto dell’umanità che sta diventando sempre più importante per sviluppare una civiltà a misura d’uomo, soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, dove l’intelligenza artificiale, unita alla rivoluzione digitale in corso, avrà un ruolo sempre più rilevante nelle nostre vite. Per essere in grado di progettare dovremmo, quindi, imparare a coltivare sempre più l’empatia: credo che sia uno degli aspetti che ci permetterà di sviluppare progetti che risuoneranno con l’umanità, facendo risuonare anche noi stessi con il mondo. Da anni in Lago teniamo conto dell’empatia sia nell’approccio con il nostro modo di fare impresa, sia nei prodotti. Un esempio è la Lago Fabbrica: chiunque visiti il nostro stabilimento riesce a sintonizzarsi empaticamente e naturalmente con Lago. Un altro esempio è la Cucina Air: vincitrice del Salone del Mobile Award nel 2016, con la sua circolarità mette in relazione empatica chi prepara il cibo con i commensali che lo mangeranno”.