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Calvi Brambilla

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Bio

Il mondo del progetto indagato attraverso un approccio creativo in cui la fantasia conta quanto il rigore funzionale ed il controllo in tutte le fasi realizzative. Così dal 2006 Fabio Calvi e Paolo Brambilla lavorano insieme ad architetture d’interni (residenze private, uffici e negozi), allestimenti e design del prodotto. Un sodalizio consolidato, grazie alla capacità di trovare l’equilibrio delle visioni progettuali talvolta opposte che diventano complementari fino a generare uno stile sempre unico, apprezzato sia dagli addetti ai lavori che da un pubblico più vasto.
Il metodo di lavoro è quello assimilato dai grandi maestri, Achille Castiglioni in particolare, e dà vita a concept in cui l’idea è sintesi che rende immediatamente leggibile il senso del progetto; una sottile ironia è l’accento scelto per esprimersi. Il colore e la luce, intesi spesso come un unico strumento indispensabile per organizzare lo spazio, diventano elementi decorativi in un’accezione pura e grafica. Il superfluo non è contemplato. In un panorama creativo in cui le tendenze portano all’uniformità del senso estetico, la personalità dello studio Calvi Brambilla si esprime sempre a sorpresa, ponendo al centro del racconto il cliente e comunicandone con la massima efficacia i prodotti e la storia.

Fabio Calvi (1969), architetto, è stato collaboratore di Gianfranco Frattini e Ferruccio Laviani, per poi aprire lo studio con Paolo Brambilla (1973), architetto che ha insegnato al Politecnico di Milano ed è stato Consigliere dell’Ordine. Oggi lavorano con diversi marchi tra cui: Antonio Lupi, B&B Italia, Ceccotti, Design Holding, Flos, LG Signature Kitchen Suite, Pedrali, Varaschin, Zanotta. Hanno ricevuto la segnalazione alla Medaglia d’Oro dell’Architettura per la mostra dei 50 anni di Flos; il primo premio al concorso Cassina LC50; il German Design Award per Pedrali a Colonia; il Salone del Mobile Milano Award per l’allestimento Flos a Euroluce 2017.

Interview

Apre a Milano il primo showroom europeo di Signature Kitchen Suite, connubio di design e tecnologia all’insegna della filosofia True To Food. Tradizione e innovazione si incontrano nel nuovo spazio progettato da Calvi Brambilla: 1.100 mq disposti su tre livelli – piano terra, basement e mezzanino, con 15 vetrine affacciate su Via Manzoni, Via Fatebenefratelli e Piazza Cavour, che invitano al dialogo con il mondo esterno, creando una costante relazione con la vivace vita cittadina. La città entra metaforicamente anche negli spazi interni, ricchi di elementi che rendono omaggio a Milano e ai suoi grandi maestri del design.

1) Qual è stato il brief proposta da SKS e le maggiori sfide che avete affrontato nello sviluppo del concept?

L’identità di Signature Kitchen si fonda sulla filosofia True to food ed è fortemente animata da due forze apparentemente distanti: eleganza tradizionale e innovazione. Il nostro progetto quindi lavora in questo campo di forza. Una bella sfida che abbiamo accettato aggiungendo un terzo tema, più vicino alla costruzione dello spazio: l’esperienza, attraverso i materiali e gli accorgimenti tecnici. Il risultato è uno spazio celebrativo, ma fruibile allo stesso tempo.

2) Spazi multifunzionale: showroom prodotti, appartamento e scuola di cucina. Come avete distribuito gli spazi e integrato le diverse funzioni?

Il progetto si articola su tre livelli di letture che corrispondono a tre scansioni dello spazio.
Al piano terra va di scena “True to Design”, con prodotti decontestualizzati e mostrati come in una galleria d’arte contemporanea, a cui si aggiunge un’area dedicata allo showcooking.
Il basament, dedicato al claim “True to smart”, è atmosfera e tecnologia. Ogni stanza si appropria di un colore con scelte formali ton sur ton ed escamotage architettonici.
Infine, il mezzanino è il luogo in cui si celebra l’idea madre: True to food. Questo spazio è interamente dedicato alla Food Academy e alla passione del cibo.

3) Omaggio a Milano, pezzi di grandi maestri e materiali legati alla storia della città. Ci raccontate con quale criterio avete fatto le vostre scelte?

Il criterio è sicuramente istintivo o emotivo, se vogliamo: se pensiamo a Milano sono canonici i nomi Achille Castiglioni, Franco Albini, Angelo Mangiarotti, Luigi Caccia Dominioni, Gianfranco Frattini.
Il nostro è un omaggio reverenziale, che racconta attraverso la memoria dei segni che li hanno resi celebri, ma senza perdere il legame con la contemporaneità. Il design che funziona resiste nel tempo, in questo senso evocare i simboli del design milanese è una grande comfort zone in cui ogni scelta è piacevole per chi osserva.

4) Smart home, tra icone di design e strumenti tecnologici. Avete proposto un ambiente che integra tutte le funzioni, come pensate si debbano progettare gli interni oggi?

La tecnologia senza l’esperienza sarebbe mera fantascienza. Per questo crediamo che la progettazione dello spazio sia oggi ancora un tema ricco di opportunità: la sfida dei designer è mettere comunque al centro il bisogno di contatto, di emozione al contatto con gli oggetti e di inventiva. Uno spazio confortevole, bello e flessibile usa la tecnologia come strumento, non come fine.

5) Rapporto tra luogo (showroom) e città. Come avete progettato lo spazio e le vetrine in funzione del suo rapporto tra interno ed esterno in uno punto della città così importante e visibile.

Sono ben quindici le vetrine che affacciano su strade emblematiche della città: Via Manzoni, Via Fatebenefratelli e Piazza Cavour. Le abbiamo pensate tenendo a mente il bisogno di invitare al dialogo con il mondo esterno, creando una costante relazione con la vivace vita cittadina. La stessa città entra metaforicamente anche negli spazi interni, ricchi di elementi che rendono omaggio a Milano e ai suoi grandi maestri del design.