Marsotto, tra tecniche artigianali e tecnologie sofisticate

Marsotto, tra tecniche artigianali e tecnologie sofisticate

Il nuovo spazio milanese di Marsotto, situato in Largo Treves al numero 2, racconta la storia e l’evoluzione dell’azienda veronese specializzata nella trasformazione di marmi nel corso delle generazioni in oltre cento anni di attività. Lo showroom porta la firma dello studio giapponese nendo, il cui progetto si contraddistingue per eleganza e pulizia estetica, accompagnati da un linguaggio poetico e ironico. All’interno trovano spazio progetti firmati da designer internazionali che testimoniano il percorso di ricerca di Marsotto, tra lavorazioni tecniche innovative realizzate mediante impianti a controllo numerico e minuziose finiture artigianali. Di questo e altro ancora abbiamo con Francesco Marsotto, Sales Manager dell’azienda

Quali sono le attività che avete all’attivo e in programma per questo 2021?

Per quest’anno avevamo in mente un intenso programma di mostre a tema all’interno del nostro showroom, poi le limitazioni dovute alla pandemia hanno congelato l’organizzazione degli eventi. Finalmente ora possiamo riprendere le varie attività e ripartire ancora più motivati di prima. Inizieremo a fine giugno con una mostra dedicata allo studio Irvine, un focus sulla nostra proficua collaborazione, partendo dal ricordo di James fino all’attuale collaborazione con MarialauraRossiello Irvine. La mostra intitolata “Metodo Irvine per Marsotto Edizioni” sarà un piacevole tributo al lavoro svolto durante la direzione artistica di James Irvine, per l’occasione saranno presentati i nuovi progetti disegnati da Marialaura. L’installazione dei nuovi prodotti rimarrà aperta al pubblico fino a fine agosto. Successivamente a settembre saremo presenti per il grande evento della Designer’s Week al Fuori Salone con una nuova installazione a tema. E altro ancora.

In ambito architettonico e sociale il tema dell’abitare è da sempre a centro del dibattito. In un momento storico così particolare come quello che stiamo vivendo, ricco di cambiamenti che avvengono rapidamente, secondo lei quali sono i più importanti a cui siamo assistendo?

Credo che il periodo del lockdown abbia inciso sulla vita delle persone in modo molto diverso, è stato un grande shock nel nostro sistema di vita, qualcuno si è sentito solo o annoiato, altri invece sono riusciti ad alimentare i propri hobby persino dedicandosi a nuove passioni o progetti per i quali non si riusciva prima ad occuparsi a causa dell’incessante frenesia del periodo pre-COVID. In un caso o nell’altro, le persone si sono trovate a vivere la casa a 360 gradi come molto probabilmente non avevano mai fatto prima. Questa situazione ha portato inevitabilmente a guardarsi intorno, a prendersi cura del proprio ambiente abitativo, magari apportando delle modifiche, riorganizzando gli spazi, al fine di creare un ambiente più confortevole e “funzionale” per la vita di tutti i giorni. La quarantena ha stravolto le priorità, ad esempio il desiderio di possedere un giardino per chi non poteva godere di uno spazio verde proprio o la necessità di una stanza (in più) da adibire a studio per lavorare in smart working. In quest’ottica, la pandemia ha provocato un aumento del divario sociale; molte famiglie si sono trovate a condividere simultaneamente 24 ore su 24 gli stessi spazi e i pochi metri quadri hanno descritto la precarietà di un enorme segmento di popolazione. Pertanto è necessario che il mondo del design e dell’architettura si interroghino sulle esigenze contemporanee e sul tema dell’abitare, proponendo nuove soluzioni per migliorare la vita di tutti.

Lo spazio permanente, in Brera, rispecchia la storia dell’azienda e rievoca antiche tecniche artigianali unite a nuove tecnologie, in che modo lo studio nendo è riuscito a raccontare la storia in maniera museale unendo arte, design e architettura?

Oki Sato, grazie alla sua empatia accompagnata dal talento artistico, ha interpretato al meglio le nostre richieste in quella che era l’idea del nuovo showroom. La realizzazione della facciata con la forma incava, rappresenta fin dall’ingresso la tradizione dell’azienda nell’arte scultorea e l’abilità dei nostri artigiani nella lavorazione del marmo; una scultura resa in chiave contemporanea dal segno ironico della seduta, un elemento che ricorda le collezioni Marsotto edizioni, connotate da eleganza ed ironia. Le grandi pareti in marmo traforate a grillage in entrata, l’equilibrio degli spazi in un gioco di percezioni e prospettive evidenziano la cura dei dettagli produttivi e stilistici e rappresentano un armonico connubio tra arte, design e architettura, settori ai quali la nostra azienda si dedica con passione da sei generazioni.

Quanto conta per voi la presenza fisica in showroom per migliorare l’esperienza del cliente? In parallelo, quanto è importante il presidio online per il racconto dell’identità aziendale?

La presenza fisica in showroom è importante per accogliere e supportare il cliente offrendo un servizio customizzato preciso ed efficiente. L’interazione face to face favorisce e facilita indubbiamente l’instaurarsi dei rapporti umani ed un rapporto di fiducia tra progettista e artigiano. E per questo che abbiamo concepito il nostro spazio come un luogo d’incontro disponibile ad architetti, progettisti, designer, cultori d’arte e di design che all’interno possono trovare e consultare campioni, materiali, profili ed intarsi o acquistare direttamente mobili e accessori delle collezioni Marsotto edizioni e Marsotto Lab. Al giorno d’oggi è altrettanto importante, anzi fondamentale in questo periodo storico, la presenza online che ci permette di raggiungere potenziali clienti in tempo reale in ogni parte del mondo, moltiplicando le possibilità di business. Negli ultimi anni abbiamo riflettuto e investito molto anche nella comunicazione tramite i social network che ci forniscono una connessione senza confini ed un modo di interagire immediato con gli utenti.

A proposito di presenza fisica, quanto è importante per voi essere presenti all’interno di un contesto storico come quello di Brera?

Cercavamo da tempo una location nel cuore di Brera, per poter meglio incontrare la nostra clientela internazionale. Essere presenti all’interno di questo quartiere storico così importante è motivo di grande orgoglio e responsabilità nel rispettare lo stile del distretto più suggestivo e rinomato del design a livello mondiale. Per noi rappresenta anche una sorta di ritorno alle origini, in quanto l’Accademia di Brera è il luogo in cui alcuni membri della nostra famiglia si sono formati sviluppando capacità artistiche e scultoree che si sono tramandate di generazione in generazione fino ai giorni nostri.

Francesco Marsotto —  Sales Manager di Marsotto

— Guarda la gallery