{"id":1483,"date":"2023-11-16T14:33:22","date_gmt":"2023-11-16T14:33:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/2024\/news\/uncategorized\/luomo-gatto\/"},"modified":"2024-05-28T09:21:29","modified_gmt":"2024-05-28T09:21:29","slug":"","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/news\/curiosita\/luomo-gatto\/","title":{"rendered":"","raw":""},"content":{"rendered":"","protected":false,"raw":""},"excerpt":{"rendered":"","protected":false,"raw":""},"author":2,"featured_media":2284,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_it_post_content":"Grazie alla Fonte: <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CiRdaaTKEB5\/\">milano_scomparsa_o_quasi<\/a>\n\nNei mesi tra l'agosto e l'ottobre del 1895, nel palazzo di corso Garibaldi, all'allora civico 104, scoppi\u00f2 il caso dell'Uomo Gatto, mistero giornalistico e di ordine pubblico.\nTutto il quartiere del corso entr\u00f2 in fibrillazione il 13 agosto, quando si diffuse la notizia di un uomo che a notte tarda passeggiava sui tetti delle case, entrando e uscendo dagli abbaini e dalle finestre delle scale comuni, arrampicandosi da un balcone all'altro e scomparendo nel buio della notte.\nIl civico 104 era formato da tre corpi di fabbrica posti a forma di U, col lato verso il corso di soli quattro piani fuori terra, mentre gli altri due erano di cinque piani; la grande corte interna era chiusa da un muro perimetrale della fabbrica farmaceutica Carlo Erba che aveva l'accesso da via Marsala.\nLa massaia Teresa Casati usc\u00ec sul balcone a tarda ora per prendere una boccata d'aria, in quella afosa notte agostana. Dal piccolo balconcino rivolto verso la corte interna e all'angolo tra il corpo basso una delle due ali laterali, si mise a guardare il cielo stellato. Mentre osservava il cielo not\u00f2 qualcosa di strano, un qualcosa che \"non doveva esserci\", un qualcosa di anomalo. Aguzzando la vista e adattandosi all'oscurit\u00e0 vide che sul balconcino a fianco al suo, ritta sulla ringhiera, con le spalle al muro, c'era una figura che pareva una statua, talmente era immobile.\nTeresa fece un passo verso il lato sinistro del suo terrazzino, per cercare di capire cosa diavolo avesse messo la sciora Maria, l'odiata vicina di casa, sul balconcino\u2026\nMa proprio in quel momento la statua prese vita e nel silenzio assoluto fece un balzo sino al terrazzino di fronte, nell'angolo del cortile, poi si arrampic\u00f2 sui due terrazzini soprastanti, uso il pluviale di rame come una pertica e spar\u00ec sul tetto.\nLa sciora Teresa fu talmente sorpresa da non riuscire nemmeno a urlare, rimase impietrita sul terrazzino e solo quando l'ombra spar\u00ec sul tetto si gir\u00f2 e corse in casa, chiudendo le imposte e le finestre!\n\nLa Teresa corse nella camera dove dormiva il fratello Gaetano, un omone che lavorava per i bechee del quartiere, spostando quarti di bue da una macelleria all'altra.\nIl Gaetano prese una mazza in legno, accese un lume e apr\u00ec le finestre ma non vide nessuno. Quasi convinto che la sorella avesse le traveggole, rientr\u00f2 in casa, spense il lume e proprio in quel momento il soffitto sopra di loro ebbe un lievissimo tremolio. Sopra di loro c'era un assito in legno che faceva anche da pavimento per il soprastante solaio comune, da cui si accedeva solo dagli abbaini o da una botola posta nella scala comune.\nDella polvere di legno cadeva nella stanza dove si trovavano la Terese e il Gaetano, che osservavano spaventati il soffitto. Percepivano, nel silenzio assoluto, i passi di un uomo a piedi nudi, talmente era \"leggero\" e le lievissime oscillazioni delle assi in legno.\nNessuno dei due riusc\u00ec ovviamente a dormire e appena il sole sorse, corsero gi\u00f9 dalle scale per parlare col portinaio. L\u00ec trovarono una piccola folla di vicini di casa e di abitanti del palazzo al civico 111, i dirimpettai oltre il corso e tutti parlavano di quell'Uomo Gatto, un Uomo Ombra, che saltava da un tetto all'altro, da un balcone a un altro, salive e scendeva dai pluviali nel buio assoluto.\nUna delegazione and\u00f2 a parlare con le vicine Guardie del Dazio, a Porta Garibaldi, ma queste dissero di non aver visto o sentito nulla. Scoraggiati andarono da un vicino ferramento e comprarono chiavistelli, sbarre in ferro e nuove serrature. L'intera giornata vide gli abitanti del caseggiato rinforzare le imposte, porre nuovi chiavistelli, sbarre alle finestre e infine giunse anche il scior Molteni, il proprietario dell'intero fabbricato, che fece montare da alcuni operai delle sbarre alle finestre degli abbaini sul solaio.\nAll'arrivo del buio, al civico 104, tutte le finestre vennero chiuse, come pure le imposte e le porte delle case, che di solito erano spalancate, visto il tremendo caldo di quell'estate.\nNessuno per\u00f2 dormiva, tutti vigili, sperando che l'Uomo Gatto non apparisse... ma invece, verso le quattro del mattino, ecco dei rumori lievissimi di passi sul tetto...\n\nL'Uomo Gatto non venne visto da nessuno, ma i suoi passi sul tetto e nel solaio, furono sentiti da molti inquilini. Non vennero segnalati furti e nemmeno violazioni di domicilio. La notte seguente le cose si ripeterono in modo uguale e poi ancora e ancora, per una decina di giorni.\nGli abitanti del palazzo erano ormai terrorizzati dall'Uomo Gatto, che era anche chiamato l'Uomo di Cattivo Augurio.\nTra tutti gli inquilini, uno solo non si era fatto prendere dal panico, il farmacista Pietro Bassano, forte del fatto che avesse un porto d'armi e una gran pistola sotto il cuscino. L'uomo dormiva sempre con le finestre spalancate e non perse mai l'abitudine nemmeno con la comparsa dell'Uomo Gatto.\nUna notte il Bassano usc\u00ec sul terrazzino che dava sul cortile interno per fumarsi una sigaretta e nel buio, improvvisamente vide l'ombra di un uomo camminare sul tetto. L'Uomo Gatto, con tutta tranquillit\u00e0, si sedette sui coppi, nei pressi una tettoia in vetro sulle scale comuni e rimase immobile.\nIl farmacista prese cos\u00ec la pistola, la punt\u00f2 verso l'ombra e url\u00f2 di andarsene e non tornare mai pi\u00f9. L'Uomo Gatto scatt\u00f2 in piedi, tramite la grondaia e dei pluviali scese sino al muro di cinta della Carlo Erba e scomparve nella notte.\nFu poi proprio il Bassano ad andare in Questura il mattino dopo. Con l'arrivo delle guardia l'intero quartiere di Porta Garibaldi entr\u00f2 in fibrillazione. Le comari fuori dai portoni o davanti ai negozi non facevano altro che parlare dell'Uomo Gatto e in brevissimo tempo le gesta dell'uomo misterioso assursero a vere e proprie leggende metropolitane.\nL'Uomo Gatto aveva svaligiato decine di appartamenti, l'Uomo Gatto aveva violentato donne, anziane, giovani, bambini, l'Uomo Gatto aveva rapito dei neonati, l'Uomo Gatto aveva occhi gialli e vedeva nel buio ed era ricoperto da una pelliccia nera...\nLe guardie della Questura si appostarono dentro il solaio del condominio, mentre la Carlo Erba assunse quattro poliziotti privati per fargli fare delle ronde lungo il muro perimetrale.\nCi\u00f2 nonostante gli avvistamenti dell'Uomo Gatto sui tetti del civico 104 continuarono per oltre un mese e mezzo...\n\nNella notte del 30 settembre il Questore di Milano decise di risolvere il caso una volta per tutte. Mand\u00f2 tre gruppi di quattro agenti sui solai delle tre ali del palazzo, lasciando aperti tutti gli abbaini sul tetto. Contemporaneamente fece disporre le guardie private della Carlo Erba sul tetto della fabbrica, tranne una, Antonio Negroni, che venne posto sulla terrazza pi\u00f9 alta della fabbrica, da cui si dominava l'intero quartiere.\nE fu proprio il Negroni, intorno alle 22, a vedere un'ombra uscire da un abbaino di un appartamento del civico 104 e scivolare come un gatto sul tetto. L'ombra poi entr\u00f2 nell'abbaino a fianco scomparendo.\nIl Negroni disse tra s\u00e9 e s\u00e9: \"Ghe sem!\" e poi corse gi\u00f9 dalle scale della fabbrica come un matto; giunto nella casetta del custode, Giuseppe Albini, lo avvis\u00f2 della presenza dell'Uomo Gatto e gli disse di andare ad avvisare i poliziotti e ad allertare gli abitanti del vicino palazzo.\nAlbini corse cos\u00ec nel corpo di guardia della fabbrica, dove si trovava un telefono e un fucile. Chiam\u00f2 la Questura e poi telefon\u00f2 al cavalier Cappa, gi\u00e0 Maggiore delle Guardie di Polizia e da un paio di anni capo della sicurezza della Carlo Erba; poi, imbracciando il fucile, corse dai quattro poliziotti privati e disse loro di seguirlo verso il civico 104. Il Negroni torn\u00f2 invece sulla terrazza.\nIl Cappa, armato, abitava nella vicina via Solferino e arriv\u00f2 in cinque minuti davanti al portone del condominio. L\u00ec incontr\u00f2 l'Albini e i quattro poliziotti privati, tutti armati e senza timore iniziarono a correre su per le scale, verso il solaio.\nAprirono, quasi sfondandola, la porta del solaio e con in mano le torce ad acetilene e pistole e fucili... vi trovarono tre agenti di Polizia in borghese, con in mano le pistole d'ordinanza.\nFu quasi sfiorata la tragedia, quando i due gruppi si stavano per sparare; fortunatamente un agente riconobbe il suo vecchio ufficiale, il Cappa, e il dramma fu evitato.\n\nIl cavalier Cappa disse che un loro uomo aveva visto un ombra uscire sul tetto, ma gli agenti di polizia spiegarono che si trattava di uno di loro che era uscito in perlustrazione, per controllare gli altri due tetti e il cortile.\nProprio in quel momento comparvero nel solaio altri cinque agenti armati sino ai denti, mandati dalla Questura Centrale di piazza San Fedele, dopo la chiamata dell'Albini...\nL'Uomo Gatto, per la prima volta dopo un mese e mezzo, non si fece vedere...\nLa Questura decise comunque di interrogare tutti gli abitanti del palazzo, uno ad uno e la maggior parte dei residenti indic\u00f2 un uomo, \"affettuosamente\" chiamato lo \"scemo del quarto piano\", che viveva nel sottotetto dell'ala di sinistra del condominio, quasi al confine con la Carlo Erba. L'uomo, un quarantenne affetto da demenza, viveva con un'anziana madre che lo manteneva. In realt\u00e0 nessuno lo vedeva da anni, se non in rarissime occasioni, un uomo magrissimo, quasi scheletrico, che appariva ogni tanto alla finestra.\nTra i poliziotti si fece avanti l'idea che l'uomo, dopo anni di clausura, volesse solo vedere il mondo di fuori, magari osservando semplicemente le stelle di notte, seduto sul tetto del palazzo.\nIn ogni caso non c'erano prove, l'uomo, interrogato, si mostr\u00f2 totalmente incapace di comunicare e la madre disse che non sapeva nulla e non aveva mai visto niente.\nDal 30 settembre, in ogni caso, l'Uomo Gatto scomparve del tutto, senza mai pi\u00f9 apparire.\nIl 3 ottobre giunse per\u00f2 in Questura una lettera della Societ\u00e0 Kardekiana di Milano, emanazione della Scuola di Teofisica Allan Kardek di Parigi, un noto spiritista morto decenni prima, tanto di moda in quegli anni di fine secolo.\nGli spiritisti meneghini dissero di aver scoperto che \"L'Uomo Gatto di Porta Garibaldi non \u00e8 un uomo, ma uno spirito. La causa di questo suo procedere deriva dall'essere egli continuamente maledetto da una persona di cui non possiamo rivelare il nome. Questo spirito non si manifester\u00e0 pi\u00f9.\"","_it_post_name":"luomo-gatto","_it_post_excerpt":"Nei mesi tra l'agosto e l'ottobre del 1895, nel palazzo di corso Garibaldi, all'allora civico 104, scoppi\u00f2 il caso dell'Uomo Gatto, mistero giornalistico e di ordine pubblico.","_it_post_title":"L'Uomo Gatto","_en_post_content":"","_en_post_name":"","_en_post_excerpt":"","_en_post_title":"","edit_language":"en","footnotes":""},"categories":[827],"tags":[901],"class_list":["post-1483","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-curiosita","tag-storie-di-quartiere"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1483"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1483"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1483\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3961,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1483\/revisions\/3961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.breradesigndistrict.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}